Come fare le Tagliatelle Bolognesi
Conti
corti e tagliatelle lunghe, dicono i Bolognesi, e dicono bene, perché i conti
lunghi spaventano i poveri mariti e le tagliatelle corte attestano l'imperizia
di chi le fece e, servite in tal modo, sembrano un avanzo di cucina; perciò non
approvo l'uso invalso, per uniformarsi al gusto degli stranieri, di triturare
minutissimi nel brodo i capellini, i taglierini, e minestre consimili le quali
per essere speciali all'Italia, debbono serbare il carattere della nazione.
Fate la
sfoglia e tagliatela; cuocetele poco, scolatele bene dall'acqua e mettetele in
una cazzaruola sopra al fuoco per un momento, onde far loro prendere il
condimento; più un pezzo di burro proporzionato alla quantità della minestra.
Mescolate adagino e servitele. A parer mio questa è una minestra molto gustosa,
ma per ben digerirla ci vuole un'aria come quella di Romagna. Mi ricordo che
viaggiai una volta con certi Fiorentini (un vecchietto sdentato, un uomo di
mezza età e un giovine avvocato) che andavano a prender possesso di una eredità
a Modigliana. Smontammo a una locanda che si può immaginare qual fosse, in quel
luogo, quaranta e più anni sono. L'oste non ci dava per minestra che
tagliatelle, e per principio della coppa di maiale, la quale, benché dura assai
ed ingrata, bisognava vedere come il vecchietto si affaticava per roderla. Era
però tale l'appetito di lui e degli altri che quella e tutto il resto pareva
molto buono, anzi eccellente; e li sentii più volte esclamare: - Oh se
potessimo portarci con noi di quest'aria a Firenze! -